Preludio in amore e non

Testo e regia di Andrea Nardin

Genere: Commedia

Durata: 15 min

Interpreti: Andrea Nardin, Silvia Weisz

Maschere: Roberto Macchi (Tito), Elena Baldo su calco di Renzo Sindoca (Frida)

Prima rappresentazione: 24 ottobre 2015.

Partendo da Pirandello ma senza Pirandello. Alcune delle tematiche care allo scrittore come la pazzia, la maschera, il contrasto tra illusione e realtà affrontate con ironia, senza mettere in scena un opera dell’autore. Ispirato dall’opera poetica “Ipersonetto” di Andrea Zanzotto, è stato costruito un testo di ipercitazioni riguardanti il teatro, la maschera, dove la citazione, spogliata della sua funzione viene piegata, plasmata e fusa con un’altra “ridiventando” testo, un testo ‘altro’ da quello di origine. Recitato con la maschera, posto cronologicamente prima del pirandelliano Enrico IV, ambientato in un teatro chiuso dove si svolge la vicenda di Tito (personaggio solo ‘citato’ nell’opera Enrico IV, perchè già morto al momento dei fatti) in qualità di attore della commedia dell’arte (o presunto tale, affabulatore e ciarlatano più che altro) che tenta di sedurre la giovanissima Frida (tra i protagonisti invece, “qualche anno dopo” della suddetta opera di Pirandello) sfruttando il palcoscenico del teatro come mezzo di fascinazione, e ammliandola con frasi fatte riguardanti il mondo degli attori. Un corteggiamento crescente sempre più fisico edesplicito intervallato da “pezzi” di E. Rostand e W. Shakespeare, fino al sopravvenire di un imprevisto.